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A pochi passi da Piazza Umberto I sorge la suggestiva Chiesa del Carmine, uno dei luoghi di culto più amati dagli altavillesi. Nata nella seconda metà del Cinquecento come cappella del convento carmelitano, fu probabilmente fondata intorno al 1580, come attestano documenti dell’archivio carmelitano di Napoli.
La storia della chiesa è profondamente legata a un episodio che la tradizione considera miracoloso. Il medico Antonio Gajone, mentre attraversava una stradina a cavallo, cadde insieme all’animale nelle acque di una vasca. In quel momento disperato invocò la Madonna del Carmine e — secondo il racconto popolare — la Vergine gli apparve assicurandogli la salvezza.
Uscito illeso dall’incidente, per riconoscenza fondò la Congrega del Carmine e donò alla chiesa una statua della Madonna con il Bambino, ancora oggi venerata con grande devozione. Nel 1824 la chiesa divenne ricettizia e, nel 1840, venne istituita ufficialmente la Congrega.
Nel corso dei secoli la Confraternita si è presa cura dell’edificio, restaurandolo e arricchendolo di opere d’arte. Il portale in pietra, sormontato da una lunetta con un antico affresco della Madonna, risale all’Ottocento, mentre il rosone della facciata fu realizzato nel 1947. L’interno, a navata unica, conserva stalli lignei del primo Novecento ed eleganti altari marmorei del XIX secolo che ospitano le statue di Santa Lucia, San Sebastiano e della Madonna del Carmine, quest’ultima acquistata nel 1841 dallo stesso Gajone.
L’altare maggiore, ricostruito nel 1874, custodisce un magnifico polittico dedicato alla Madonna del Carmine e ai santi carmelitani, sormontato da un pregevole crocifisso ligneo del 1906.
Sono inoltre conservate reliquie settecentesche di Santa Lucia, San Sebastiano e Sant’Anna Matrona.
Nel 1954 il campanile fu modificato per ospitare l’orologio che ancora oggi scandisce le ore del borgo.
Da oltre quattro secoli, la Chiesa del Carmine continua a essere un prezioso simbolo di fede, storia e identità per tutta la comunità di Altavilla Silentina.
Ecco come ci raccontano la festa in onore della Madonna del Carmine i baroni Ferrara nel 1898:
“Nella festa del Carmine, che cade la domenica dopo il 16 di luglio, diverse giovinette portano in testa, innanzi alla processione, covoni di spighe artisticamente ornati di nastri; diversi giovinotti portano, a guisa di gonfalone, delle spighe fantasticamente disposte intorno a un palo, e intrecciate con nastri di paglia; e vengono da ultime le bambine con canestrini di frumento oranti con drappo o fazzoletto di seta.”

IL POLITTICO
Uno dei tesori più preziosi della Chiesa del Carmine è il Polittico che sormonta l’altare principale.
Si tratta di un capolavoro del Seicento, sorretto da una struttura lignea che poggia su due antiche sporgenze in pietra delle mura originali della chiesa.
L’opera è composta da sei dipinti incorniciati da colonne e travi in legno dorato su fondo azzurro, al centro dei quali spicca l’immagine della Madonna del Carmine, racchiusa in una teca di vetro.
Su una delle tele compare un’iscrizione che ci rivela l’autore e la data: “PVS De Vito Bucinem pinxit 1609”. Ai lati della Vergine si trovano San Pietro Martire e San Simone Stock, protettore dell’Ordine Carmelitano.
Nella parte inferiore, due riquadri riportano antiche iscrizioni latine, tradotte nel 2009 da un cardinale della Fabbrica di San Pietro:
“Altavilla supplice ma con il cuore ancora più in alto ti offre o Vergine un segno di grande devozione. Sollecitò ciò la pietà, la carità, la fede affinché Tu offra a noi una dimora perenne nei cieli A.D.”.
“Oh Tu Vergine beata, la più degna nello stuolo dei Beati, Tu oh santa proteggici, sii propizia ai supplici,Tu guida, Tu difesa, Tu onore del mondo intero. La città giace prostrata se non è risollevata dal tuo sostegno. 1609”
Con queste parole di devozione e supplica, la comunità di Altavilla si rivolge alla Madonna chiedendole protezione e benedizione per il paese.
Sopra il quadro centrale sono raffigurati altri due santi carmelitani che incorniciano una scena dell’Adorazione dei Magi, mentre appena sotto la Madonna troviamo un dipinto che mostra le Anime del Purgatorio che ascendono al Paradiso, salvate dall’intercessione della Vergine.
Nella parte inferiore, oggi nascosta dalla struttura dell’altare, si trovano cinque piccoli riquadri che illustrano i miracoli della Madonna del Carmine: l’impiccato salvato dalla corda spezzata, l’uomo assalito dai briganti, il naufrago scampato al mare, chi si salva dalle fiamme e chi viene tratto in salvo da un pozzo.
A dominare l’intero complesso è un magnifico Cristo Risorto ligneo, probabilmente di scuola napoletana del Settecento, affiancato da due angeli dipinti.
Il volto della Madonna, con la sua carnagione scura, riprende fedelmente l’antica icona di Santa Maria detta “La Bruna”, venerata nella Basilica del Carmine Maggiore di Napoli — la più antica immagine mariana dell’Ordine Carmelitano.
Questo polittico, per la sua ricchezza simbolica e artistica, continua ancora oggi a stupire studiosi e visitatori: un autentico gioiello di fede, arte e storia che rende unica la Chiesa del Carmine di Altavilla Silentina.
LA CONGREGA
La congrega del Carmine nasce nel 1840 con uno statuto regolato dalle norme canoniche, e approvato dall’ordinario diocesano. Nell’agosto dello stesso anno ebbe anche il decreto di riconoscimento dal Re di Napoli.
L’origine è legata, secondo la tradizione, al miracolo occorso al devoto altavillese Antonio Gajone. Questi, medico e fisico, possedeva un appezzamento di terreno tra le contrade Cognole e Cappelle di Altavilla Silentina e vi si recava spesso, cavalcando una giumenta e percorrendo la stradina del vicolo dei Fuossi. Il Gajone, era costretto a passare davanti alla vasca sempre piena di acqua, che in quel tempo serviva ad alimentare il mulino di proprietà dell’altavillese Giovanni Di Prizio .
Un giorno, per motivi ignoti, la giumenta, alla vista di quella massa di acqua, si impaurì e siccome la vasca sfiorava il ciglio del viottolo, l’animale e il Gajone vi precipitarono dentro. La vasca era larga e abbastanza profonda. Nel tragico attimo, si dice che il Gajone abbia esclamato: «Madonna, salvami!». E pare che nello stesso momento abbia avuto la visione di Nostra Signora, la quale gli abbia detto: “Non temere! Uscirai dall’acqua salvo, insieme al cavallo”. Intatti, pochi momenti dopo, l’animale e il Gajone erano miracolosamente fuori della vasca.

Essendo devoto della Vergine, nel tragico istante, faceva voto alla Madonna del Carmine che, se fosse uscito sano e salvo da quel pericolo, si sarebbe fatto promotore di fondare una pia Confraternita in suo onore e avrebbe fatto dono alla chiesa di una Statua raffigurante Maria Santissima con il Bambino.
Il Gajone manifestò il voto ad alcuni amici e a persone rispettabili del Paese e tutti mostrarono vivo entusiasmo per la fondazione della Confraternita.
Della Congrega facevano parte come confratelli tutti i cittadini più in vista dell’epoca e proprio Gajone, morto nel 1858, fu il primo Priore.
La prima deliberazione, che compare nel registro delle delibere, risale al 30 Agosto 1881 ed è a firma di Padre Crescenzio Cantalupi.
Nel 1940 il parroco Don Domenico Di Paola in una pagina dell’Opuscolo sul Centenario, scrive:
“La sorta Confraternita, sotto la direzione dello stesso Gajone che ne fu il primo Priore e della quale facevano parte come confratelli i migliori cittadini dell’epoca, si stabiliva nella piccola, ma bella chiesa del Carmine dove si officia tuttora.”
Fonte: Bruno Di Venuta, www.divenuta.it
L’INFIORATA
Questa usanza affonda le sue radici nel Seicento, quando a Roma, nel 1625, Benedetto Drei — capo della Floreria Apostolica della Basilica Vaticana — ebbe l’idea di decorare la chiesa con splendidi mosaici di fiori per celebrare la festa dei santi Pietro e Paolo. Da allora la tradizione si diffuse in tutta Italia e nel mondo cattolico, come segno di devozione e di bellezza, soprattutto in occasione della processione del Corpus Domini.
Anche ad Altavilla Silentina, il Corpus Domini è una delle feste più sentite. Il Santissimo Sacramento, esposto in un prezioso ostensorio, viene portato in processione solenne sotto un baldacchino lungo le vie del paese addobbate con tappeti floreali, balconi colorati e coperte ricamate che sventolano dai davanzali.
Ma la Chiesa del Carmine vive questa tradizione in modo ancora più unico: qui, il pavimento della chiesa viene trasformato in un meraviglioso tappeto di fiori.
I maestri infioratori, petalo dopo petalo, realizzano pannelli artistici che raffigurano simboli sacri, scene religiose e motivi decorativi, in un’armonia di colori e profumi che lasciano senza fiato, utilizzando i fiori come se fossero colori su una tavolozza: il giallo della ginestra, il verde delle foglie d’acacia, il rosso dei garofani, i petali di rosa in mille sfumature. Tutto è disposto con una cura meticolosa, seguendo antiche tecniche tramandate di generazione in generazione dai confratelli del Carmine.
Ogni anno, questo spettacolo di fede e bellezza rinnova un legame profondo tra arte, religione e comunità, rendendo la Chiesa del Carmine un luogo di meraviglia e spiritualità viva.
Negli ultimi anni spicca la collaborazione del Maestro Fernando Mangone, che, con l’estro della sua arte, progetta e realizza opere di grande valore artistico, regalando ai visitatori suggestioni uniche.




